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far(g)o
nell’anno 2000 a marcon in provincia di venezia ho scoperto che il veneto cela zone in cui la morte ti
entra nel cuore.
io marchetti la sbarella e il nostro amico americano di origini greche frocio grande bestemmiatore gregorio racadio facciamo macchinata per andare a vedere get up kids e anniversary.
era il nostro giorno.
avevamo appuntamento con giulio repetto della green records per parlare della prima uscita dei fine before you came sulla sua etichetta.
i get up kids erano uno dei gruppi preferiti da tutti noi in quel periodo.
li avevamo visti anche la sera prima a milano.
avevamo anche chiamato il locale per sapere se potevamo aprire il concerto.
non avevamo mai suonato dal vivo se non alla festa di laurea del fratello di marcone e alla sagra del buon umore in un paese dell’interland milanese col nome che finisce in -ate insieme a un gruppo ska col nome che finisce in -ska e a uno metal col nome che finisce in -death/-dark/-ica/-maiden.
eravamo giovani, spregiudicati, incoscienti e di base non avevamo la minima idea di come funzionassero le cose.
per cui il binario zero ci aveva semplicemente detto che non dipendeva da loro col tono di chi parla a un sasso gettato in un fossato.
ci avevamo provato.
a marcon ad aprire il concerto c’era un gruppo italiano.
fargo.
io e marchetti invidiosissimi.
i get up kids erano il NOSTRO gruppo preferito.
come cazzo facevano quelli a essere lì?
chi cazzo si credevano di essere?
avevano chiamato il locale?
avevano chiamato i get up kids?
avevano chiamato la polizia?
avevan di sicuro portato la mela alla maestra e non sapevano suonare.
e se anche avessero saputo suonare di sicuro quello che facevano non era emo.
per cui non sarebbero centrati un gatto lì dentro.
ecco.
guarda te se ‘sti due spilungoni e quel furetto invasato dietro la batteria ci devon rovinare la serata.
e invece i fargo eran fighi.
ed è vero che non c’entravano un gatto.
ma non c’entravano un gatto in un modo che ci spiazzò e ci fece sorridere.
a fine concerto noi gli demmo un demo (demo un demmo) in cassetta e loro un 7 pollici.
erano anche simpatici quei due pennelloni e quel batterista senza tom.
capimmo di non essere soli.
e che i fargo ce li saremmo portati dietro per un bel po’.
perché il loro approccio non aveva pretese ed era genuino.
e poi ci invitarono a suonare a maniago.
a casa di un amico.
in casa.
in una stanzetta.
con la gente pigiata dentro e il sudore di mille ascelle che calava dal soffitto.
con le birre in lattina da tutte le parti e le ragazzine sedute sulle scale che portano al bagno e alle stanze del piano di sopra.
e quando hai 20 anni ti sembra che stai facendo la cosa più figa del mondo e loro chi sa da quanto già le facevano queste cose e come erano sereni e a proprio agio.
mica come noi che completamente briachi giravamo col sorriso dell’ebete e il passo del bullo.
i fargo erano di un altro pianeta.
volevamo che fossero i nostri amici e che i loro amici fossero i nostri amici e che le loro mamme fossero le nostre mamme e che non si smettesse mai di suonare nelle case e di gridare come dei cretini in microfoni spenti appesi ai lampadari.
volevamo sempre suonare coi fargo.
sempre sempre sempre.
il nord est era una terra meravigliosa fatta di gruppi sconosciuti che suonavano col cuore.
e per quel che ci riguardava i fargo erano i capi indiscussi.
i guru.
i fondatori.
e poi invece basta.
i fargo scomparirono.
senza motivo.
potevano conquistare il mondo.
e invece a un certo punto PUF!
nello stesso modo in cui sono apparsi.
e io il perché non me lo son mai spiegato.
oggi penso che i fargo ci abbiano indicato la strada.
che siano stati una sorta di visione.
la nostra madonna che preghiamo con forza.
e nessuno ha sentito più parlare di loro fino a oggi.
sono riapparsi.
così, senza motivo apparente.
forse semplicemente perché il mondo va a rotoli.
forse per indicarci nuovamente la strada.
fatto sta che il loro meraviglioso disco mai uscito è improvvisamente scaricabile gratutitamente.
e credetemi, è il documento importante di un gruppo magico che chi ha avuto la fortuna di conoscere non dimenticherà mai.
questo disco è il faro di batman a gotham city.
è la torta di ricotta di mia nonna anna.
è l’anello mancante tra l’uomo e la scimmia.
non è mai uscito eppure è fondamentale.
maledetti fargo.
bentornati.
(testo di iacopo lietti)
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